MBFW MADRID 2026: PERCHÈ NON SI PARLA DELLA SETTIMANA DELLA MODA DI MADRID
- Valentina Maugeri

- 22 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Mettere il naso fuori dalla porta a volte può far comprendere meglio quello che si possiede, in negativo ed in positivo, rispetto a quello che è presente dalle altre parti.
Mentre tutti erano impegnati ad affannarsi per Zara e per le sue annunciate collaborazioni con John Galliano e Willy Chavarria, nel poco tempo libero che sono riuscita a ritagliarmi, nelle ultime intense giornate della settimana passata, ho seguito dal piccolo schermo del mio IPad la settimana della moda della capitale spagnola, ed oggi vi scrivo qui cosa ne penso della Mercedez-Benz Fashion Week di Madrid, svoltasi dal 17 al 22 Marzo 2026 (in contemporanea a quella di Tokyo) e delle altre passerelle che i media internazionali non considerano al pari delle quattro storiche capitali.

La Spagna non è solo Zara, Mango e Desigual, per fortuna aggiungerei; c'è molto di più che da fuori non viene osservato forse abbastanza.
Nel panorama mondiale vive una forte contraddizione tra fast fashion e vero slow fashion, quello che i brand italiani e parigini hanno dimenticato cosa si.

Io sono Valentina, fashion blogger, studentessa di fashion design, appassionata di stile e comunicazione
Da poco più di due anni ho fondato Dialoghi di Stile con l'obiettivo di far trasparire la mia visione del mondo della moda, dello sviluppo dello stile personale e di come rendere questi complessi concetti più fruibili per voi tutti.
40 Anni di Storia: L'evoluzione da Pasarela Cibeles a MBFW
Facciamo intanto una premessa storica: la Mercedez-Benz Fashion Week di Madrid esiste da ben 40 anni, anniversario celebrato nel 2025, accompagnato dalla nomina del nuovo direttore generale Asier Labarga.
La Madrid Fashion Week nacque relativamente tardi rispetto alle grandi capitali della moda: era il 1985 ed il suo nome era Paserela Cibeles.
Nel 2008 cambia nome e poi nuovamente nel 2012, diventando la Mercedez-Benz Fashion Week grazie alla partnership consolidata con l'azienda automobilistica, che da anni patrocina e finanzia diverse settimane della moda in tutto il mondo quali quelle di Berlino, Istanbul, Tbisili e Mexico.
Si tiene due volte l'anno alla IFEMA Madrid, grande centro fieristico della capitale, dove si svolge un altro importante evento di moda, il MOMAD Madrid, all'interno del quale si tengono la maggior parte delle sfilate, a differenza delle grandi capitali, dove ogni brand organizza in una specifica location.
Dalla portata più sostenibile sicuramente, ma cosa che è data anche da i pochi brand che partecipano a differenza di Milano e company: questa edizione primavera-estate 26/27 contava circa 30 brand in totale, accompagnata dalle presentazioni dello showroom EGO per i nuovi emergenti e da eventi extra calendario.

I Limiti del Sistema: Perché Madrid non è ancora una "Big"
Ma adesso, arriviamo al dunque: perché ne sentiamo parlare poco?
Innanzi tutto molti brand rilevanti hanno scelto da tempo di sfilare o tenere presentazioni fuori dai confini, come Paloma Wool alla Paris Fashion Week.
Una delle sue principali carenze, soprattutto se confrontata alle settimane della Moda di Parigi, Milano, New York e Londra è il suo ruolo di piattaforma commerciale che appare ridotto rispetto alle quattro, dovuto all'assenza della stampa internazionale più rilevante, che di conseguenza non attira una grande quantità di buyer. In più, marzo di solito è il mese in cui si tengono le campagne vendita negli showroom, cosa che rende difficile per i professionisti del settore presenziare a Madrid.
A differenza di Milano o Parigi che godono della presenza dei marchi del lusso internazionali, Madrid ospita principalmente designer spagnoli e marchi nazionali, e si è concentrata maggiormente sulla promozione del design locale, piuttosto che posizionarsi come un hub per le tendenze globali.
Altro aspetto, non meno rilevante, è che in Spagna esistono due forti settimane della moda: l'altra è la 080 Barcelona Fashion, in programma dal 14 al 17 aprile 2026, che porta molti brand spagnoli a scegliere tra le due; tranne per il designer Custo Barcelona, che presenterà a Barcellona la stessa collezione già portata in passerella a Madrid (non ho capito come ed il perché).
I brand in questione, come potrete immaginare, non fanno parte dei colossi LVMH e Kering (cosa che li rende più creativi?) ma di altri gruppi come Tendam, nel caso di Pedro del Hierro o si trovano sotto l'occhio del gruppo Puig, attualmente in forte crescita.
I protagonisti di questa MBFWMadrid 2026: la presenza di Johanna Ortiz
Quello che vi ho raccontato non deve far pensare in negativo, anche perché la produzione e le esportazioni ci sono e funzionano anche parecchio bene.
Parliamo adesso del punto di vista creativo, che è quello che interessa più a questo blog.
La MBFWMadrid 2026 è iniziata il giorno 17 Marzo scorso con l'atteso defilé della Guest Designer di questa edizione, la firma colombiana di Johanna Ortiz conosciuta in tutto il mondo, cosa che ha attirato parte della stampa internazionale.
Vi allego fonte:
Adesso vi faccio una breve lista dei brand che hanno più attirato la mia attenzione:

Mans, marchio fondato nel 2017 dal giovane designer Jaime Alvarez, vincitore di due premi: il Premio Mercedes-Benz alla Miglior Collezione e il NARS Icon Award. Con una collezione maschile che combina diverse referenze, quali le farfalle di Van Gogh, combinata ad un sapiente bilanciamento di pesi tessili e colori, Alvarez propone un uomo contemporaneo in fase di metamorfosi.
Barro Lucas, lui classe ‘93, nel 2017 vince il concorso ABFashion e si impone a livello internazionale come designer emergente per poi fondare il marchio nel 2021. Collezione molto lineare e coerente, che racconta il dialogo tra il silenzio e la vivacità espressiva, attraverso una prevalenza di bianchi e neri, che si alternano al rosa delicato, al beige, al grigio scuro per poi arrivare al rosso intenso, creando un contrasto molto interessante. La collezione si ispira alla famosa ballerina di flamenco sorda Antoñita La Singla.

Menchen Tomas, marchio affermato da anni nel panorama spagnolo ed internazionale, ha presentato "Memento" una collezione che racconta le varie sfumature dell'animo della donna: romantica, vivace, androgina, seducente o classica. Caratterizzata da contrasti di colori e texture coerenti tra loro, anche qui ho notato una forte prevalenza di bianchi e neri, soprattutto nei look finali che raccontano le varie personificazioni di una donna con un'unica pura palette di sfumature.
Sobre Ynésuelves brand che vede la duplice sinergia di madre e figlia, nato nel 2016 a Madrid. Il primo look della non mi aveva convinto molto, ma poi la collezione, che prende ispirazione dalla figura della Vergine di Guadalupe, ha preso una piega differente ed un racconto visivo ben argomentato, accompagnato da una sperimentazione tessile non indifferente.
Ho guardato altre sfilate che non hanno particolarmente attirato il mio occhio, come quella della qui famosa diseñadora Agata Ruiz de la Prada, di cui apprezzo solo gli accessori, il già citato Pedro del Hierro che non mi ha entusiasmata e quella di Odette Alvarez di cui ho desiderato molti pezzi, con protagonisti i ruggenti anni '20 e New York.
Il futuro della moda "sconosciuta"
Ma ora la domanda che ci poniamo non è tanto se la Settimana della Moda madrilena diventerà rilevante come altre capitali, quanto se si svilupperà come un grande punto di riferimento solido per brand e giovani stilisti emergenti.
Personalmente credo che la forza della MBFW di Madrid e di altre passerelle internazionali, risieda proprio nell’indipendenza dai grandi conglomerati del lusso francese.
In un epoca storica in cui la moda sta nuovamente cambiando il suo volto, accompagnata da collezioni che si fanno specchio di caos, incertezze e rassicurazioni cercate in un passato che non tornerà, guardare alle passerelle
meno battute può rappresentare un’ancora di salvezza per chi ancora crede nel valore intrinseco della moda e nella creatività. Non dimentichiamoci inoltre che la Spagna può contare su un altro grande motore che è la filiera produttiva: dalla pelletteria d'eccellenza di Ubrique, che serve le più grandi maison mondiali, al distretto calzaturiero di Alicante, di cui vi ho parlato su Instagram con un video dedicato all'evento Futurmoda tenutosi ad Elche (Alicante), gli scorsi 4 e 5 Marzo 2026.
Madrid ci ricorda che, mentre il mondo corre verso un futuro incerto, la vera rassicurazione, sta nel saper restare nel momento presente.
Se continuerà a investire sulla piattaforma EGO e sulla solidità di gruppi come Puig, non diventerà una "quinta capitale" fotocopia, ma un riferimento solido e alternativo per le giovani leve. Un porto sicuro dove il talento non viene sacrificato ma coltivato attraverso una commerciabilità reale.
E noi, ci auguriamo di sì.
E voi, vi siete interessati a guardare questa Fashion Week di Madrid o le altre passerelle delle altre città europee e nel mondo?
Se volete, potete citarmele nei commenti!
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Oltre ai miei occhi ed i miei pensieri, ecco le altre fonti:


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